CON UN TWEET BABBO NATALE RENZI REGALÒ IL TRENO A MATERA

luciano-petrulloNel 2016 una Provincia, meta ambita di turismo mondiale, non è servita dalle Ferrovie. Un caso probabilmente unico al mondo. E’ Matera. Ma dai, non basta il postale? E poi, vuoi mettere arrivarci con l’auto, comodamente, salvo qualche senso unico sulla Basentana, che aumenta l’attesa, ti fermi quando vuoi, porti anche un amico o la famiglia o il cane. Suvvia. Diciamolo, il treno è una schiavitù, o roba per il popolino. Devi stare con l’orologio in mano, attento all’orario; e poi vuoi che un treno non porti ritardo? E ancora, fino e dalla stazione a dove devi andare chi ti ci porta? L’autobus? Ma per favore, stare a contatto di gomito con tanti sconosciuti, semmai dagli odori improbabili, ti prego. Ed ecco magicamente trasformato, un grave e evidente e raro disagio, in una situazione privilegiata, per pochi, cioè per chi può permetterselo. Un Briatore non verrebbe mai col treno a visitare i Sassi, no? E ora se ne viene Renzi e dice che vuole portare il treno a Matera, come un generoso Babbo natale prodigo di sorprese. Non si trattasse di uno spot elettorale, peraltro twittato, che per Renzi vale come una pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma, insomma, non esageriamo, ci sarebbe bene da stizzirsi: ma come, facciamo tanto per differenziarci dal mondo, lavoriamo sodo per rimanere un caso unico da Tokyo a Santiago, e lui se ne viene bello bello e ci vuole portare il treno? Ma non se ne parla neppure. I Sassi ve li dovete sudare, dovete arrivare con la lingua per terra, con la sete di chi attraversa il deserto, e la stanchezza del podista da 100 chilometri. Dovete venire in auto, o niente. Noblesse oblige. Capperi. Il mezzo pubblico sta al materano come il modulo lunare al mio vicino di casa. La cultura, del resto, non viaggia in treno, si sa. E allora giù le mani da Matera. Sì ci manca proprio il treno, per assistere all’assalto alla diligenza. Me le immagino torme di turisti sudaticci, con i loro zaini che invadono la città. No, mio caro Renzi. La ferrovia falla a casa tua. E se c’è già, fanne un’altra. Noi si vuole rimanere fermi nel tempo, non sarà certo un referendum a travolgere lo status quo. A proposito di status. Ci abbiamo messi secoli per diventare l’unica città al mondo senza ferrovia. Abbiamo raggiunto uno status consolidato di città lontana dai circuiti popolari, fuori di ogni mappa o cartina che sia. Solo un illetterato patentato poteva pensare ci renderci raggiungibili con un semplice e meschino treno. Ma meno male che tu scherzavi, caro Renzi. Meno male. Altrimenti ci arrabbiavamo.