POSTE, DISSERVIZI A MURO LUCANO

«Una scelta illogica e senza un fondamento organizzativo quella delle Poste Italiane che hanno trasferito il centro di smistamento da Muro Lucano a Castelgrande, creando disservizi in tutta l’area, specie nella zone rurali».  Lo dichiara Gerardo Mariani sindaco di Muro Lucano. «Quasi ogni giorno ricevo lamentele dai cittadini sia del centro storico che delle numerose e popolate frazioni del territorio per i ritardi nella ricezione della posta – spiega Mariani – che è causa  di enormi disagi quando si tratta di pagamenti, bollette o altro tipo di missive che spesso arrivano a termine scaduto. Quella di Poste Italiane di trasferire lo smistamento da Muro Lucano – che è il comune più popoloso della zona –  è stata una decisione, a mio modesto parere, senza alcun fondamento organizzativo. Giova ricordare che nel 2014 l’amministrazione comunale di Muro Lucano aveva offerto a Poste Italiane a titolo gratuito i locali della ex Comunità Montana, ubicati presso lo svincolo della Nerico- Muro Lucano, quindi in una zona baricentrica nell’area per lo smistamento della posta e tra l’altro collegata direttamente alle principali arterie di collegamento stradale». A detta di Mariani: «Le stesse Poste Italiane dopo aver mandato il loro personale a visionare i locali, avevano dichiarato di aver trovato di gradimento e funzionale la sede ex C.M quale centro di smistamento. Poi il silenzio e poi la sorpresa del trasferimento del centro in una zona periferica rispetto a tutte le comunità del Marmo-Melandro. Una scelta che ripeto sta causando disagi in tutte le comunità che ricevono il servizio postale. Ribadisco che l’amministrazione di Muro Lucano è sempre intenzionata ad offrire l’uso a titolo gratuito della sede ex Comunità Montana e che se i disservizi continueranno, protesteremo in ogni modo possibile fino ad arrivare al Ministero dello Sviluppo Economico, del quale Poste Italiane è concessionario pubblico.  Nel 2016 non è possibile riceve la posta con questi ritardi; forse ai tempi della antioca Numistro i corrieri romani erano più celeri a viaggiare sulla via Appia».