SESSO, POZIONI E RITI MAGICI

Stamane è stata raccolta la deposizione di un teste nell’ambito del processo riguardante l’operazione Agates, che portò all’arresto, nel febbraio del 2013, di sette persone, tra le quali spicca in nome di Salvatore Maraglino, meglio noto come il “Mago Sal” e che sarebbe a capo del gruppo di arrestati che tra il 2007 e il 2013, ha operato, principalmente a Matera, con diverse finalità criminali. Dall’udienza di oggi sono emersi particolari utili a ricostruire il modus operandi di quella che fu definita la setta degli orrori. Le domande del PM, infatti, hanno cercato di fare chiarezza sulle modalità con le quali gli inquisiti puntavano a mettere in uno stato di sudditanza psicologica le proprie vittime. Ricorrendo, come confermato dalla teste, a pressioni psicologiche e in determinate circostanze alla somministrazione di bevande psicotrope per facilitare la predisposizione delle vittime, non solo all’elargizione di denaro. Il Mago Sal non solo leggeva le carte, ma sosteneva anche di avere pozioni magiche e di saper fare riti magici in grado di guarire persone malate. E così, per meglio abusare delle vittime, secondo le accuse, da un semplice mal di testa, paventava un tumore al cervello. Alcuni rituali, pare si svolgessero alla presenza di altri partecipanti, alcuni dei quali sono state riconosciuti nelle persone di altri imputati nel processo. In un caso la teste ha ricordato di come per svolgere una non ben definita danza si sarebbe dovuta spogliare e fare certi movimenti. Per la delicatezza del racconto il giudice Gubitosi ha ritenuto opportuno accordare la richiesta della teste di allontanare i presenti dall’aula e di proseguire il dibattito a porte chiuse.