IL PUNTO DI PETRULLO: DACCI OGGI LA NOSTRA MULTA QUOTIDIANA

luciano-petrullo

Sapere che a Potenza, i Vigili, presto, saranno forniti di diabolici strumenti in grado di elevare contravvenzioni dalla comoda postazione di una autovettura di servizio, conforta e non poco. Si rischia, certo, di passare dall’anarchia allo stato di polizia con un solo clic, ma pare proprio che sarà così. Ricorderemo con nostalgia i tempi delle file triple davanti a un bar con i vigili a due passi rispettosi della pausa caffè di ognuno, pronti anche a rispondere per le rime alle lamentele di un poveretto che semmai voleva pure passare attraverso l’impossibile, come capitò a me. Oppure lesti a mostrare denti appuntiti a chi, ero sempre io, suonava il clacson per chiedere strada. Nell’occasione, al mio vivace disappunto per la loro inerzia mi venne risposto un collerico “mi mostri i documenti”. Ecco, tutto questo spaccato, di una società viva a difesa delle piccole abitudini, contraria al rispetto anche minimo delle regole basilari, dovremo davvero dimenticarlo? Il Sindaco ha detto, e mi pare che l’assessore Coviello assentisse convinto, insomma Dario e Rocco, per gli amici, ebbene, il Sindaco ha detto che Potenza vivacchia all’ennesimo posto in fatto di civiltà urbana. Capperi se ha ragione. Ma i vigili cosa hanno fatto in questi due anni e mezzo di amministrazione De Luca? Le multe no di certo. Vabbè, ma che discorsi, da domani si cambia! Ma neanche un periodo di prova? No! Tolleranza zero. Certo, aumenterà il traffico, tutti a girare fin quando non si libera un posto, coi vigili appollaiati agli angoli delle strade con la macchina fotografica pronta. Se lo vorranno. In fondo per fotografare ci vuole sempre un dito e un cervello che manda l’impulso, e chissà che, di fronte alla pausa caffè, qualche vigile non faccia finta di non aver visto, forte di una tradizione decennale che deve pur aver lasciato il segno. Ma voglio andare oltre. Che il grande fratello funzioni sempre e comunque, per Giove! Mi immagino uno, cento, mille Droni che sorvolano la città a stanare ambulanti abusivi, clochard che non pagano l’occupazione di spazio pubblico, cani al guinzaglio che colorano le strade con artistiche e mollicce sculture, polemici con l’amministrazione comunale che pontificano al biliardo, monelli che giocano a palla e ciclisti in giro per via Pretoria -in tal senso io preferisco costituirmi prima di essere beccato dal drone di turno- incivili che sputano per terra, fumatori che gettano le cicche, giovanotti che ruttano e innamorati che pomiciano. Io mi troverò male, penso già di espatriare. IO, che ritengo che spiare è peccato e che ognuno ha il diritto di scaccolarsi senza sguardi curiosi, ebbene, signori della Corte, Mi Oppongo! Voglio la mia riservatezza, a casa come in giro. Saprò io rispettare le regole senza voyeur di professione. Altrimenti? Eh altrimenti, mannaggione, altrimenti? Beh, altrimenti vi metto il muso!