RISTORATORI: IL SISTEMA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NECESSITA DI CORRETTIVI

Un gruppo di ristoratori di Potenza segnala le difficoltà che il nuovo sistema di raccolta e conferimento dei rifiuti a Potenza potrebbe provocare alla categoria a partire dai prossimi giorni in particolare per il conferimento dell’organico che è limitato a tre giorni su sette. A riferirlo è il coordinamento provinciale di Potenza di Rete Imprese Italia e nello specifico Confcommercio Imprese Italia, Confesercenti e Confartigianato. Per i ristoratori – si legge nella nota – l’organico rappresenta buona parte (se non quella principale) dei rifiuti prodotti da conferire. Diverso invece è il sistema per la non differenziabile e per il vetro e plastica che sia pure con qualche disagio trovano le categorie più pronte. I locali pubblici di ristorazione sono da tempo impegnati in azioni anti-spreco di prodotti e in attesa dell’applicazione delle leggi nazionale e regionale (“Contrasto al disagio sociale mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non”), con i regolamenti attuativi – ricorda Rete Imprese – hanno avviato, in numerosi, iniziative spontanee dotandosi di vaschette da consegnare ai clienti per il cibo non consumato al tavolo. Ma comunque e nonostante l’impegno degli chef ad evitare sprechi  – sottolineano i titolari di esercizi di ristorazione – i quantitativi di organico sono consistenti e specie quando la temperatura climatica è più calda il problema dello smaltimento diventa più difficile da gestire. Si tratta pertanto di introdurre in corso d’opera correttivi al sistema adottato dall’Acta per venire incontro a queste esigenze. Nei prossimi giorni sarà promosso un incontro con i dirigenti Acta e gli uffici del Comune. Rete Imprese (Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti) evidenzia che il nuovo servizio della differenziata va parametrato alle tariffe TARI in vigore che anche se sono le stesse del 2015 restano alte: i 103 esercizi (ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub) pagano in media  24,1 euro al metroquadrato; i 207 tra bar, caffè, pasticceria 18,1 euro al mq mentre le mense e birrerie sino a 36,2 euro al mq.    In particolare:- i coefficienti Kc e Kd per la determinazione della quota fissa e della quota variabile della tariffa delle utenze non domestiche sono determinati, per alcune categorie, con riferimento ai coefficienti minimi stabiliti dal D.P.R. n. 158/1999 e per altre, ai fini di una perequazione fiscale, con riferimento, invece, ai valori massimi e con i correttivi consentiti dalla Legge n. 128/2015; al fine, infatti, di assicurare un riequilibrio del prelievo tra le diverse categorie di utenza e di evitare notevoli scostamenti rispetto al previgente regime Tarsu, sono stati ridotti del 50% i coefficienti minimi riferiti a talune categorie di attività che altrimenti sarebbero state fortemente penalizzate rispetto al passato e sono stati applicati i coefficienti massimi per altre categorie di utenza che sarebbero state particolarmente avvantaggiate dal nuovo metodo di calcolo. Per i titolari di esercizi di somministrazione alimenti la TARI continua a rappresentare un “pesante fardello fiscale che quindi ha bisogno di agevolare il lavoro di chi la paga regolarmente e non di complicarlo”.