ALL’INTERNO DEL SUO PALAZZO, LA GIUSTIZIA SEQUESTRA IL CENTRO COPIE

Questa mattina è stata sottoposta a sequestro la sala copie del Tribunale di Potenza. Una notizia che ha lasciato sorpresi solo alcuni, considerato che nell’ambiente, per ovvie ragioni, la notizia dell’indagine in corso serpeggiava da tempo. A fondamento del sequestro la presunta irregolarità, secondo gli inquirenti, della gara di affidamento del servizio. Il sequestro della sala copie ha portato nello scompiglio l’intero Tribunale di Potenza rendendo difficile il lavoro degli avvocati, che questa mattina sono stati costretti a uscire fuori per fare le fotocopie. Tra i primi ad intervenire sull’argomento il Consigliere comunale di Potenza Antonio Vigilante , che in una nota ha denunciato: «Ci tocca ricordare che noi, già al tempo, sollecitammo il sindaco a indire immediatamente una nuova gara – precisa Vigilante –  con tutti i crismi della regolarità amministrativa, per evitare che la questione potesse degenerare, per l’appunto con un sequestro, ove la magistratura avesse ritenuto di interrompere il presunto reato. Purtroppo, però, il Sindaco, dopo aver fatto il suo defilé presso il Palazzo di Giustizia per tranquillizzare tutti, non ha mai indetto la nuova gara per regolarizzare la concessione. E per questo, oggi, la magistratura è stata costretta a intervenire». Il consigliere Vigilante spiega: «Il sequestro della sala copie del palazzo di giustizia di Potenza, che non si sa quanto durerò, contribuisce al degrado dei servizi pubblici che un tempo erano il vanto del capoluogo. Il sequestro penale si sarebbe sicuramente evitato sanando la situazione con una nuova gara, come da noi consigliato e richiesto, ma il sindaco De Luca, dormiglione seriale che limita la sua attività politica al taglio di nastri e a modeste uscite propagandistiche, come al solito ha lasciato passare tempo sperando che la gente smettesse di lamentarsi. Oggi la situazione è degenerata perché il sindaco De Luca non si è voluto far carico – conclude Vigilante – come al suo solito, del problema. Chiediamo che si proceda senza altri ritardi, immediatamente e in accordo con la magistratura, a sanare la situazione con una regolare gara. Se il sindaco non sa fare il sindaco, la smetta di tenere in scacco la città per i suoi personali interessi di carriera politica e restituisca la parola agli elettori».