IL PRESEPE LUCANO ESPOSTO A PALAZZO MARINO

«Il viaggio del presepe della Basilicata in Italia e nel mondo – afferma il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella – è un’esperienza che non ha eguali per la forza attrattiva che esercita e il fascino che emana a qualunque latitudine. La rappresentazione della nascita di Gesù ambientata nel cuore dei Sassi di Matera, Patrimonio dell’Umanità, rafforza la meraviglia di un paesaggio unico e offre ai visitatori l’incanto scenografico di una storia che rievoca tradizioni e simboli universali di fede e convivenza tra i popoli». Anche quest’anno l’APT Basilicata ha rinnovato il suo impegno di promozione del territorio attraverso il Presepe del Maestro Francesco Artese. Grazie all’accordo con il Comune di Milano, l’opera sarà allestita nella prestigiosa sede di Palazzo Marino, nel cuore del capoluogo lombardo. Oltre 60 i personaggi sulla scena per rappresentare le storie della comunità lucana che si anima in prossimità della Grotta, tra case, chiese, vicoli e scale che riprendono magistralmente la Città dei Sassi. «La Basilicata intera rivive nel Presepe di Francesco Artese, – commenta il Direttore dell’Apt Mariano Schiavone – nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la scena che precede la grotta della Natività. Un momento di vita senza tempo, che sospende lo sguardo e il cuore tra realtà e immaginazione.
Non v’è dubbio che la storia divulgata con tale forza narrativa ed evocativa rappresenti il cardine del turismo culturale, viatico formidabile di conoscenza al quale la Basilicata si affida con convinzione da tempo, stringendo accordi di collaborazione con città e regioni, iniziative rafforzate in vista del 2019, anno in cui sarà Matera la Capitale europea della Cultura chiamata a rappresentare l’Italia intera». “L’incanto del presepe della Basilicata a Palazzo Marino” sarà inaugurato il 5 dicembre prossimo, in coincidenza con un altro importante evento culturale a Palazzo Marino, la presentazione della “Madonna” di Piero della Francesca.