IN CALO I PRESTITI AGLI ARTIGIANI

La flessione del credito all’artigianato a giugno 2016, secondo il report realizzato dal Centro Studi Confartigianato in collaborazione con Artigiancasse, è diffusa in tutte le regioni. Anche in tutte le province si registrano flessioni; un segnale positivo proviene da 54 province per cui si rileva un trend dei prestiti stabile o in miglioramento rispetto al trimestre precedente (erano 36 province lo scorso trimestre). In parallelo al calo del credito all’artigianato si osserva che nel settore manifatturiero le condizioni di accesso al credito sono peggiori per le piccole imprese: la percentuale netta di imprese che riportano difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese è par a -2 mentre il saldo per le medio-grandi imprese è positivo per 5. Nel dettaglio l’11,3% delle piccole imprese dichiara un miglioramento di accesso al credito, il 69,3% segnala invarianza di condizioni mentre il 12,8% invece che segnala un peggioramento -. Nell’analisi di lungo periodo -commenta Rosa Gentile, componente dell’esecutivo nazionale Confartigianato- si osserva che le condizioni di accesso al credito sono generalmente migliori per le medio-grandi imprese dallo scoppio della crisi del debito sovrano italiano (dicembre 2011). Gentile sottolinea che Confartigianato per dare risposte alla domanda di credito degli artigiani sta proseguendo nell’attuazione del progetto di una Rete di Confidi non vigilati appartenenti al Sistema Confartigianato. Si tratta – spiega – di un progetto importante soprattutto per i confidi del Mezzogiorno e nasce dall’esigenza rafforzare e valorizzare le caratteristiche fondamentali della garanzia mutualistica, ovvero lo stretto rapporto con il sistema associativo, il radicamento nel territorio e la capacità di fornire un servizio ‘su misura’ per le piccole imprese, requisito fondamentale per continuare a garantire, soprattutto nei territori del Mezzogiorno, l’accesso al credito delle nostre piccole imprese. Le strutture di garanzia del credito meridionale, pur presentando una configurazione più debole e polverizzata rispetto a quelle del centro Nord, hanno comunque dato un apporto più che significativo alla competitività delle micro e piccole imprese nel Mezzogiorno ed al loro bisogno di accesso al credito. Ne è prova, tra le altre cose, il fatto che l’intermediazione di queste strutture è riuscita a garantire alle imprese meridionali associate tassi inferiori a quelli di mercato e piuttosto in linea con la media nazionale. Nonostante ciò, a causa delle deboli condizioni del tessuto bancario e imprenditoriale, i confidi meridionali non sono in grado di supportare efficacemente le PMI: raccolgono ancora poche imprese ed erogano prestiti di ridotta entità. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale rafforzare il processo di razionalizzazione, consolidamento, crescita operativa e professionale dei Confidi, accompagnando un processo già in atto nel Sud del Paese ma cercando di dargli nuovo slancio attraverso l’iniziativa della Rete. Ma – conclude – il calo di finanziamenti alle piccole imprese e all’artigianato la dice lunga sulla fragilità della ripresa economica