IL PUNTO DI MANCINELLI: PER IL FALEGNAME TSO O CARCERE?

Non c’è certezza su quali misure di prevenzione le autorità competenti vogliano adottare nei confronti del “falegname di Verderuolo”. L’esibizionista tra i vari accadimenti di cui si è reso protagonista è stato segnalato anche per gravi atti molestatori consistenti in episodi di masturbazione davanti alla Scuola elementare e media “D. Savio”, nell’area del parco Baden Powell. Da un punto di vista prettamente penale è vero che il reato di atti osceni in luogo pubblico è stato depenalizzato, per effetto del decreto legislativo n.8 del 2015, ma permane nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da minorenni per masturbarsi davanti ai loro occhi. Testualmente si legge all’articolo 527 del codice penale: «sono apportate le seguenti modificazioni: nel primo comma, le parole è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni sono sostituite dalle seguenti: è soggetto  alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000». L’articolo 527 del codice penale regola appunto il reato di atti osceni in luogo pubblico. Inoltre, sono state segnalate, anche alla nostra redazione, alcune condotte penalmente rilevanti, delle quali il protagonista è sempre la stessa persona della quale stiamo scrivendo, il trentenne A.M. Trattasi dell’essersi introdotto furtivamente in un appartamento e l’aver fermato e importunato una minorenne, all’interno di un’area privata come il portone di casa, che oltrepassano il, relativamente, semplice atto osceno in luogo pubblico. Omettiamo per il momento la questione giuridica e trattiamo il caso da un’altra prospettiva, introducendo l’argomento del Trattamento sanitario obbligatorio. Il Tso si ha quando una persona viene sottoposta a cure mediche contro la sua volontà. Ovviamente non è una coercizione arbitraria, ma è un atto che accade sub condicio. Bisogna specificare che, tranne per alcune rarissime eccezioni, il Tso si attua solo in abito psichiatrico, attraverso il ricovero forzato. Per questo le condizioni affinché si verifichi la necessità di un tale trattamento sono due: la persona necessita di cure, secondo i sanitari che l’hanno visitata, e che la stessa le rifiuti. Inoltre il Tso si concretizza quando la persona appare pericolosa per sé o per gli altri. Volendo brevemente sintetizzare anche la burocrazia amministrativa sottostante un provvedimento di tal genere, va ricordato che il Tso è disposto con provvedimento del Sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria, del Comune di residenza o del Comune dove la persona si trova momentaneamente. Egli emana l’ordinanza di Tso solo in presenza di certificazioni mediche che attestino, con motivazioni specifiche e dettagliate, l’urgenza di interventi terapeutici, che la persona interessata rifiuta. Alla luce di tutto ciò, a ben ragione i cittadini di Potenza chiedono al Sindaco De Luca di intervenire. Davvero con difficoltà si comprende come questo ancora non sia ancora avvenuto. Delle due l’una: o il ragazzo è mentalmente instabile e dunque necessita del Tso o si tratta di un mero esibizionista molestatore che andrebbe quanto prima assicurato alle patrie galere.