LUCANI ALL’ESTERO: VINCE IL SI’ NEI PAESI BALCANI

 

Il voto degli italiani (e lucani) all’estero non è stato questa volta decisivo come i commentatori politici prevedevano alla vigilia. Ma nei Paesi Balcani è stato molto contradditorio rispetto al risultato complessivo che ha visto il SI prevalere con 64,7% rispetto al NO (35,3%). In Romania ad esempio si è registrata una situazione di equilibrio con il SI che ha prevalso sul NO per un centinaio di voti. Al contrario il NO ha vinto sempre per pochi punti decimali in Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Bulgaria. Un dato omogeneo è la partecipazione al voto degli italiani all’estero decisamente più alta di quella delle ultime elezioni politiche: in Romania 38,8% e in media nei Paesi Balcani superiore al 45%. Quindi una volontà di esprimersi nel merito della riforma per contare di più sulle scelte del Paese. La nostra valutazione è che si poteva evitare questa prova elettorale che di fatto ha diviso gli italiani sia residenti in Italia che all’estero distogliendo l’impegno e l’attenzione da problemi decisamente più sentiti specie dalle nostre comunità di emigrati da anni o pendolari con i paesi delle regioni d’origine e che si riferiscono ai servizi di assistenza di tante famiglie di nostri emigrati, a diritti non riconosciuti, alla salvaguardia dell’identità culturale e civile italiana. Adesso nella comunità dei lucani nei Balcani si nutre qualche preoccupazione per l’instabilità politica che si sta determinando e che potrebbe produrre effetti negativi anche a causa delle turbolenze finanziarie sulle attività di import-export. In questa fase diventa perciò più importante e il ruolo che non solo Parlamento e Governo ma anche la Regione Basilicata dovrà svolgere per rinsaldare i legami con le comunità all’estero riconoscendo alle associazioni e ai movimenti piena dignità di interlocuzione istituzionale e di cooperazione.

Giovanni Baldantoni, Movimenti Lucani nel Mondo, Palazzo Italia Bucarest