«LA REGIONE SI VERGOGNI PER LE ASSUNZIONI DI ACQUA SPA»

Antonio Tisci, portavoce regionale di Azione Nazionale, apostrofa duramente l’operato della Regione Basilicata in merito alla vicenda dei 9 vincitori, sei anni fa, di un concorso per assunzioni con contratto a tempo indeterminato in Acqua Spa. Nessuno dei nove è stato mai assunto come previsto. «La Regione Basilicata – esordisce Tisci – dovrebbe soltanto vergognarsi di quanto sta accadendo ai nove vincitori della selezione pubblica per l’assunzione ad Acqua Spa che, malgrado, il superamento della selezione e l’approvazione della graduatoria in data 25 Maggio 2011 non sono stati ancora assunti. Dopo il superamento della prova di selezione, infatti, Acqua Spa – precisa Tisci – ha proceduto all’assunzione soltanto di 12 dei 21 vincitori della selezione, impiegando gli altri nove tramite un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, nel progetto denominato “georeferenziazione dei principali impianti reti ed apparecchiature delle aree irrigue del consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto ed implementazione di un sistema avanzato di telecontrollo”. In pratica, Acqua Spa – prosegue il portavoce – ha utilizzato delle persone vincitrici di una selezione pubblica in contratti di collaborazione coordinata e continuativa, limitando il diritto dei lavoratori ad un contratto a tempo indeterminato con i relativi diritti economici e sociali. Il Tribunale di Potenza ha riconosciuto il diritto dei lavoratori all’assunzione a tempo indeterminato, ritenendo infondate tutte le eccezioni sollevate dalla società e condannando Acqua spa all’assunzione dei lavoratori e al risarcimento dei danni subiti. Acqua spa, invece di adempiere volontariamente a quanto intimatogli dal Tribunale, ha preferito impugnare la sentenza e costringendo i lavoratori a non vedersi riconoscere i propri diritti. Non è possibile – lamenta Tisci – che su questa vicenda sia calato il silenzio da parte della classe dirigente della Regione Basilicata e che il Presidente della Regione, proprietaria della società in questione, non si adoperi immediatamente per risolvere la situazione assurda di totale limitazione dei diritti in cui versano i lavoratori. È opportuno ricordare al Presidente Pittella e ad Acqua Spa che la Costituzione che il Governo Renzi ha tentato di modificare, continua a recitare all’articolo uno che la Repubblica Democratica è fondata sul Lavoro e che il Lavoro non può essere né considerato un privilegio, né un regale ma che deve essere necessariamente riconosciuto come un diritto, soprattutto quando esso scaturisce dal regolare superamento di una selezione pubblica. La difesa dei diritti dei lavoratori – conclude il portavoce regionale di Azione Nazionale – è una priorità per una classe politica che si rispetti e non è neanche immaginabile che una società di proprietà pubblica continui a violare le proprie selezioni e le sentenze della Magistratura del Lavoro».