BOLLETTE ENERGETICHE PIÙ “PESANTI” IN BASILICATA

In Basilicata si registra una dinamica dei consumi delle piccole e medie imprese per l’energia più che doppia della media, con la provincia di Potenza che occupa il primo posto della graduatoria per province. Lo riferisce Confartigianato Basilicata sottolineando che l’efficienza elettrica del sistema delle imprese mostra una sostanziale stabilità, mentre prosegue la riduzione nel settore del Manifatturiero dove scende dell’1,7% il rapporto tra consumo e valore aggiunto, con un efficientamento che prosegue ininterrottamente negli ultimi sei anni e che nell’arco di un decennio cumula un miglioramento del 16,2%. L’analisi dei dati sui consumi elettrici settoriali evidenzia che la domanda di energia elettrica delle imprese ammonta a 205.119 GWh e risulta in salita dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio il 51,3% della domanda elettrica delle imprese è determinata dal Manifatturiero e un ulteriore 40,3% dai Servizi vendibili; seguono le imprese di Energia ed acqua e quelle delle Costruzioni. Nel 2015 tra i maggiori settori la crescita dei consumi delle imprese è trainata dall’aumento del 4,4% della domanda nei Servizi e dell’1,4% nell’Energia ed acqua, mentre si riduce dello 0,4% nel Manifatturiero, il quarto annuo consecutivo di calo. Secondo i dati del Centro Studi Confartigianato, il titolare di una pmi lucana paga l’energia elettrica 2.466 euro in più l’anno rispetto ai colleghi europei collocando la Basilicata al nono posto nella specifica graduatoria del “caro energia” per regioni. E’ uno dei problemi maggiormente sentiti dalle piccole imprese che – aggiunge Miele – contestano da sempre quello che viene definito «il meccanismo degli oneri di sistema». Una situazione che, per il presidente di Confartigianato lucana, è ancor più intollerabile in Basilicata, terra macro fornitrice di petrolio e gas, e paradossale al punto che il gas di derivazione dai pozzi della Val d’Agri è diventato un beneficio sia pure parziale per le famiglie di una decina di comuni della Val d’Agri ma non per le aziende che risiedono in quel territorio.