IL TEATRO ITALIA ESIBISCE LA MARIONETTA DI NATALE GENTILONI

A una benigna disposizione a essere presi in giro, propria degli italiani, risponde, in genere, una ottusa predisposizione alla sadica imposizione, giustificata dall’ arroganza e dalla convinzione di essere indispensabili. Un Mattarella che, indifferente al voto tutto politico degli italiani, gioiosi nell’accogliere le tanto sospirate dimissioni di un governo imposto, laconicamente propone un uomo frutto di intese tutte interne al PD, è un Presidente ignaro della polveriera italiana. Dicono che ci vuole una legge elettorale nuova, quasi che quella che c’è sia datata anni settanta e non sia stata votata dalla odierna maggioranza senza battere ciglio, una manciata di mesi fa. L’indisponenza di costoro è pari solo al loro desiderio di arrivare a maturare l’anzianità utile per il vitalizio. Il loro misero spessore non è dissimulato, ma posto in bella evidenza perché scambiato addirittura per altruismo, per il bene dell’Italia, usano ripetere. Una meschinità che non si vergogna di mostrarsi in tutto il suo splendore. La verità è che come in ogni improvviso e probabilmente durevole trasloco, si cerca di non dimenticare nulla e di sistemare le cose che non si possono lasciar fare ad altri. Ci sarà il Monte dei Paschi, sicuramente, della cui salvezza agli italiani interessa come potrebbe interessare un risultato di calcio della serie C islandese; c’è la legge elettorale che va cambiata a uso del sistema, un bel proporzionale, deriso e combattuto per un decennio, ma oggi meravigliosamente capace di estromettere il M5S a costo di ammucchiate di antica memoria. Credete che usare l’aggettivo “rivoltante” sia esagerato? Ma l’inconsistente Gentiloni dovrà pur chiedere un voto di fiducia e qui si vedranno gli attributi o le mire di tanti. La sinistra del PD, per esempio, che ha votato No e spinto Renzi fuori dal governo, voterà la fiducia a un Gentiloni frutto di una intesa tutta casalinga fra lo sconfitto Renzi e un Franceschini che non è schierato con loro? Si mostrerà così prona di fronte a una legge elettorale che tenderà a escludere anche lei, a meno che non intenda accettare il minestrone con un sempre più ampio cosiddetto centro, accettando qualche minima mollica? Insomma, vinta la battaglia e persa la guerra, sembra indiscutibile. Il sistema comunque è in via di stabilizzazione. I figli dei primi mafiosi e/o camorristi e paraggi, sono diventati professionisti e imprenditori; i nipoti saranno maestri di galateo, amanti dell’arte, filosofi e filantropi, oltre che politici. Il sistema li sta aspettando per rilanciarsi alla grande. Magari lo aggiusteranno pure, il sistema, e semmai la delinquenza organizzata comincerà a scricchiolare, perché indebolita da troppo amore per il bello. E il cerchio si chiuderà, pronto a riprendere un nuovo giro.