FUMATA ANOMALA AL CENTRO OLI, PREOCCUPAZIONE DEL WWF E DI CSAIL

Grande preoccupazione viene espressa dalla Sezione  Wwf dei Parchi Lucani per l’ennesima grave anomalia avvenuta il 14 dicembre al centro oli di Viggiano.  Secondo i rappresentanti lucani del Wwf si pensava che le modifiche tecniche, attuate in seguito al sequestro del Centro Oli di Viggiano da parte della magistratura, avessero portato ad un adeguamento dell’impianto per offrire maggiore sicurezza per i cittadini e l’ambiente, ma è del tutto evidente che così non è stato. Wwf evidenzia: «Continuano infatti a ripetersi gli incidenti e ci preoccupano  i “soliti” comunicati di Eni ed Arpab che, in occasione di ogni “anomalia”, ci assicurano che è  tutto a posto con le solite 4 righe   riciclate e ripresentate in occasione dei frequenti malfunzionamenti del Centro Oli. È del tutto insostenibile che in un’area Parco, dalla forte valenza naturalistica ed agricola, con valori eccezionali di biodiversità,  – aggiunge l’associazione ambientalista – possano continuare a verificarsi episodi del genere; è necessario un richiamo alla responsabilità da parte di Eni che deve assicurare un adeguamento del Centro Oli al fine di evitare qualsiasi tipo di anomalia nell’impianto e contestualmente rinunciare ad ogni piano di sviluppo ed implementazione delle attività estrattive in Val d’Agri, in considerazione del fatto che il futuro di questa parte della Basilicata non può continuare ad essere orientato allo sfruttamento di una risorsa fossile in esaurimento che non garantisce un futuro ai giovani ed agli abitanti di questa terra. Un richiamo va fatto anche alla regione Basilicata ed all’Arpab che hanno l’obbligo di controllare in modo puntuale e continuo sui valori di inquinamento presenti nell’area, riacquistando la fiducia ormai persa dei cittadini che non credono ai monitoraggi effettuati da Arpab e nelle rassicurazione che giungono dalla Regione». Anche lo Csail esprime preoccupazione. «La fumata nera dal Centro Oli di Viggiano rimette in discussione la fiducia dei cittadini della Val d’Agri nei confronti delle istituzioni che dovrebbero tutelarli per gli aspetti principali della vita delle persone: la salute e l’ambiente». E’ il commento del Csail affidato al portavoce Filippo Massaro che annuncia in occasione del Natale una nuova iniziativa di mobilitazione da definire e concordare con le comunità innanzitutto di Viggiano, Grumento e Villa d’Agri-Marsicovetere perché il fatto non sia declassato ad episodico e si concretizzi una forte risposta popolare e civica. Ovviamente – dice Massaro – la nota dell’Eni non ci tranquillizza per niente mentre registriamo ancora una volta un ritardo ingiustificabile da parte dell’Arpab. «Quanto alla Regione, le dichiarazioni dell’assessore Pietrantuono – è scritto nella nota – sono talmente scontate da non meritare alcuna considerazione. Ci mancherebbe altro che la Regione non si occupi di acquisire rapporti da Eni ed Arpab. Il problema è piuttosto un altro: qual è il ruolo della Regione senza attendere che altri svolgano azioni di monitoraggio diretto e soprattutto nelle fasi di prevenzione e di gestione dell’emergenza. E’ intollerabile che – continua Massaro – come accaduto in tutti questi anni per i ripetuti episodi di fiammata anomala dal Cova anche questa volta non si attivino iniziative immediate di controllo continuando invece a delegare all’Eni l’esercizio del controllo. Ci rendiamo conto che i sindaci fanno quello che possono ma da loro ci attendiamo una pressione più forte nei  confronti del Governo Regionale.  Il 2016 dunque si avvia a chiudersi nello stesso modo in cui è iniziato senza segnare quel minimo di svolta che pure le inchieste giudiziarie avrebbero richiesto. In proposito se sarà confermata l’esclusione della Regione da parte civile ci troveremmo di  fronte ad un nuovo episodio capace di acuire il distacco cittadini-istituzione.  E’ dunque sempre valida la proposta del Csail: si realizzi una rete civica di sentinelle dell’ambiente, della salute e del territorio con il supporto di personalità scientifiche».