PRIME RICHIESTE DI DIMISSIONI PER FALOTICO

Riguardo la recente notizia che Roberto Falotico, attuale assessore alla cultura del Comune di Potenza, è stato condannato per aver usato soldi pubblici, quando ricopriva la carica consigliere regionale, per cene private, Vigilante, consigliere comunale di Potenza per Lista Civica per la città, dichiara: «inutile dire che si tratta di un fatto estremamente grave. I politici che usano il denaro pubblico per fini personali sono il cancro della società lucana. La povertà dei lucani, il sottosviluppo e l’emigrazione dei giovani sono problemi causati proprio dai politici che, invece di usare le risorse per la comunità, le utilizzano per gli affari propri. Roberto Falotico è assessore alla cultura. Ma la cultura che serve a Potenza non è quella delle lucine colorate e delle inaugurazioni. La cultura che vogliamo è quella del lavoro e dell’onestà, quella dei politici che si assumono le loro responsabilità e non tradiscono i concittadini». Vigilante chiede, alla luce delle ultime vicende giudiziaria, le dimissioni di Falotico: «chiediamo con forza a Falotico di considerare seriamente l’idea di fare un passo indietro, e di dimettersi, perché dopo questa condanna non può avere più la fiducia dei cittadini. Ci auguriamo inoltre che il sindaco Dario De Luca, il quale a parole fa bella mostra di onestà e timor di Dio, sappia imporsi al suo assessore e chiedergli un responsabile atto di dimissioni. Se non altro, per evitare di essere considerato complice di amministratori infedeli o incapaci e della loro indifferenza alle condanne dei giudici». «Ricordiamo al sindaco Dario De Luca – conclude Vigilante – che fu lui stesso, durante incontri nel corso della campagna elettorale, a definire Roberto Falotico addirittura un mafioso, davanti a numerosi testimoni. Fa specie che oggi quella stessa persona che noi abbiamo sempre criticato, ma non abbiamo mai definito mafioso sia diventato il suo braccio destro. Sarebbe davvero scandaloso che, dopo questa condanna, De Luca gli confermi la fiducia».