«NON INTEGRAZIONE MA INCLUSIONE PER I RAGAZZI AUTISTICI»

Nasce una sede anche a Potenza, come riportato sulle colonne del quotidiano il Roma di oggi, dell’associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angas). Opera a livello regionale già dallo scorso giungo ma nel capoluogo avrà una sede fissa da gennaio. «Un’associazione che nasce con lo scopo di pensare al dopo. Come inserire nel contesto della vita di tutti i giorni i ragazzi autistici una volta diventati adolescenti» così la presidente regionale Angsa, Giuliana Lordi, parla della nuova associazione. «L’autismo è ancora poco conosciuto, il nostro obiettivo è di fare qualcosa in più per divulgare il giusto modo di approcciarsi – sottolinea Lordi – Il vero problema nasce nell’integrazione nella fase adolescenziale del bambino. Arrivati all’età di 15/16 anni questi ragazzi non sono coinvolti nella quotidianeità che li circonda». L’Angsa nasce dal desiderio di un gruppo di genitori, ma non solo, tra i soci anche docenti e psicologi, che vogliono includere i ragazzi tra persone normodotate e non solo in cerchie ristrette, come spesso avviene. Un primo incontro con il Garante dell’infanzia regionale, Vincenzo Giuliano, è stato fatto lunedì per denunciare le difficoltà che giornalmente incontrano le famiglie dei ragazzi autistici e promuovere gli obiettivi che l’associazione si pone di portare avanti come: approfondire il rapporto con le scuole che non sempre soddisfa le esigenze di inclusione nella società o la mancanza di associazioni sportive sul territorio capaci di coinvolgere gli adolescenti autistici. Lordi evidenzia che: «Il nostro obiettivo a lungo termine sarà integrare i ragazzi nel mondo del lavoro, con veri progetti di aggregazione sociale, come già succede a livello nazionale. L’Angsa in altre regioni si occupa di veri e propri piani di lavoro dove occupa persone autistiche. Il nostro scopo è prendere esempio da loro e realizzare le stesse cose anche in Basilicata». L’impegno dell’associazione è rivolto a promuovere l’educazione specializzata, l’assistenza sanitaria e sociale affinché sia loro garantito il diritto a una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente. «Le persone con autismo sono persone con bisogni educativi speciali che devono essere abilitati a contesti di vita reale, lo scopo è migliorare l’autonomia. Vogliamo essere un’associazione aperta a tutti, vorremmo collaborare non solo con le Istituzioni ma anche con le altre realtà presenti sul territorio che si occupano delle stesse problematiche».