“In caritate sevire”. Premiato il Presidente Pittella

In un clima di cordialità e di ufficialità si è svolta nei giorni scorsi presso gli Uffici della presidenza della Regione Basilicata la consegna del Premio Internazionale ‘’In Caritate Servire” al Presidente Pittella da parte del Dott. Antonio Azzato Presidente Vicario per la Basilicata dell’Associazione di Volontariato Missionario “E ti Porto in Africa” fondata oltre venti anni fa dal Medico Missionario Dott. Prof. Vincenzo Mallamaci. Nel corso dell’incontro il presidente Pittella ha ricordato quelli che sono stati i punti salienti del suo impegno nel sociale dall’inizio del suo mandato. Conclude Azzato <<Sono queste le motivazioni che hanno determinato l’attribuzione del prestigioso Premio da parte del consiglio dell’Associazione al Presidente Pittella, esempio di grande solidarietà tra popoli. Il 13 novembre 2015, accogliendo l’invito rivoltogli dal Rettore dell’Università Cattolica di Honduras “Nuestra Senora Reina de la Paz”, prof. Elio David Alvarenga Amader, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella è stato insignito della Laurea Honoris Causa in “Politiche Sociali”. Presso l’aula magna dell’ateneo honduregno, il governatore lucano tenne una lectio magistralis dal titolo “Le politiche sociali per la ricerca del bene comune”. Nella sua relazione, il presidente Pittella ha ricordato le linee di intervento che stanno caratterizzando l’azione del governo regionale, partendo dal nuovo modello di contrasto all’ esclusione sociale denominato “programma di reddito minimo di inserimento” che ci colloca tra le prime Regioni italiane che sperimenteranno interventi strutturali ed attivi di contrasto alla povertà. Dopo aver richiamato il provvedimento di riorganizzazione e rilancio del sistema cooperativo (che è una componente fondamentale del terzo settore regionale), Pittella si è soffermato sulla revisione del sistema di orientamento professionale e del collocamento pubblico, oltre che sul programma di rilancio del sistema scolastico regionale e sul programma di accoglienza dei migranti, alla luce di due protocolli di intesa sottoscritti da Regione e Prefetture di Potenza e Matera con l’avallo del Ministero degli Interni. Del resto, proprio il ruolo attivo svolto dalla Regione Basilicata sul fronte della lotta alla povertà e all’accoglienza di chi fugge dalle guerre e dai soprusi ha spinto, da un lato, l’Università Cattolica di Honduras ad assegnare al presidente Pittella la Laurea Honoris Causa per le “Politiche Sociali” e, dall’altro, a spingere il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Conferenza episcopale honduregna, a caldeggiare la visita di Papa Francesco in Basilicata, sulla scorta tra l’altro di una lettera consegnatagli dal presidente Pittella nello scorso mese di febbraio. Alla Fondazione Teresa di Calcutta che coordina Honduras case famiglia e ospedali, la regione Basilicata ha fornito tutto quanto ha potuto. Diversi container di materiale tecnologico in ambito sanitario sono partiti dalla Basilicata alla volta dell’Honduras. Per la stessa Fondazione, a Potenza, ci si è impegnati per la ricostruzione di una casa per rifugiati. Inoltre, la regione ha contribuito alla costruzione di un acquedotto nella zona di El Paraiso.

LA POLITICA D’ACCOGLIENZA/DATI MIGRANTI

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNHCR i rifugiati, i richiedenti asilo, gli apolidi per causa di forza maggiore sono nel 2015 oltre 65 milioni: ogni 113 abitanti della Terra, uno è diventato un profugo, e di questi circa la metà sono bambini. Un altro dato drammatico su cui bisogna necessariamente riflettere è che nel 2016 sono oltre 3.900 le persone che hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo. In Italia l’UNHCR stima che siano arrivate nel 2016 dal 1 gennaio al 31 ottobre poco meno di 160.000 migranti, con un incremento del + 13% rispetto all’anno precedente.

IL MODELLO BASILICATA
Di fronte a questi dati, che sono originati da crisi internazionali di dimensioni epocali, ciascuno di noi è chiamato a dare risposte sia a livello individuale che per il ruolo che ricopre nella società e nelle Istituzioni. Il sistema istituzionale lucano nel suo complesso hanno saputo dare risposte concrete, al di là delle ideologie, pur movendosi in un contesto locale e nazionale certamente problematico. Se altre comunità non hanno esitato ad erigere barricate anche contro donne e bambini in cerca di aiuto, le comunità lucane hanno saputo costruire negli anni un modello per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
In Basilicata, infatti, il governo regionale considera l’accoglienza un’opportunità che, se ben strutturata, può essere un’occasione di sviluppo per il territorio. Soprattutto per le aree interne l’accoglienza dei migranti, dei rifugiati e richiedenti asilo, infatti, ha almeno tre ricadute positive: contribuisce a sviluppare l’occupazione per i giovani lucani qualificati che sono coinvolti nel sistema di accoglienza attraverso associazioni, cooperative sociali, fondazioni; incrementa le deboli economie di piccoli comuni con risorse che vengono spese per la stragrande maggioranza all’interno delle comunità locali; contribuisce a garantire le soglie demografiche minime per alcuni servizi quali le scuole, le attività commerciali, gli sportelli postali e bancari che risultano spesso a rischio nelle piccole comunità delle aree interne. La Basilicata per questo approccio è ormai riconosciuta come un modello, una regione all’ avanguardia sul tema delle migrazioni. Abbiamo preso in considerazione il fenomeno delle migrazioni ben prima che questo argomento divenisse di stringente attualità. Risale al 2011 infatti l’istituzione della Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, proprio per accogliere i rifugiati ed i richiedenti asilo, è sostenuta dalla Regione Basilicata e dai comuni di Sant’Arcangelo e Scanzano Jonico. La Fondazione è ormai è nota anche a livello internazionale infatti è stata presentata nel 2014 al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ed ha ricevuto le visite del Dalai Lama e di Sharon Stone. Dal 2012 e fino ad oggi la Fondazione, insieme ai suoi partner ARCI Basilicata e la Coop. Sociale Il Sicomoro, ha accolto oltre 200 rifugiati e richiedenti asilo, in maggioranza minori. Sono stati attivati processi di integrazione che hanno permesso ricongiungimenti familiari ed il riconoscimento dei titoli di studio, sono state realizzati corsi qualificati per lo studio dell’italiano, tirocini formativi per l’inserimento lavorativo, si sono messe in pratica azioni di sensibilizzazione per le scuole che hanno coinvolto migliaia di studenti ed è stata strutturata una rete tra i principali operatori sociali attivi in regione in questo ambito. All’inizio della nuova legislatura, inoltre, il Governo regionale ha deciso di cambiar passo ampliando ancor più il proprio impegno per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, focalizzando tutte le migliori esperienze e le energie regionali e proponendo un approccio sistemico alla materia della migrazione e del diritto di asilo. In controtendenza rispetto a tutte le altre Regioni italiane, ho infatti manifestato personalmente negli scorsi mesi, la volontà del Governo regionale di andare anche oltre la quota di riparto nazionale dei flussi migratori, offrendo di accogliere fino a 2000 migranti, quota che abbiamo ormai ampiamente superato.

In Basilicata ci sono 131 comuni; ebbene in 51 di questi comuni è attivo uno o più progetti di accoglienza ed attualmente sono accolti in totale circa 2800 rifugiati e richiedenti asilo dei quali oltre 200 sono minori stranieri non accompagnati. 2384 rifugiati e richiedenti asilo sono accolti in nei Centri di Accoglienza Straordinaria, molti dei quali applicano comunque il principio dell’accoglienza diffusa per piccoli numeri, e circa 410 nei progetti SPRAR.

Ma il dato più significativo è che questa accoglienza, gestita in una logica win-win, ha generato circa 500 posti di lavoro per giovani lucani laureati e diplomati specializzati che hanno avuto l’occasione, partecipando ai progetti in cooperative sociali, associazioni, fondazioni, di non emigrare o, in alcuni casi di ritornare in Basilicata.

GLI INTERVENTI ATTUATI DAL GOVERNO REGIONALE

l’approvazione della Legge regionale n.13 del 6 luglio 2016 “Norme per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione dei cittadini stranieri migranti e dei rifugiati, degli apolidi”, che traccia il quadro normativo generale per la gestione dei fenomeni migratori nella nostra regione nei prossimi anni e di cui si auspica una rapida approvazione da parte del Consiglio regionale;
>l’istituzione della Task force per il lavoro stagionale, con DGR n. 627 del 2014, che ha permesso di affrontare per la prima volta a livello regionale le problematiche dei lavoratori stagionali favorendo l’emersione del lavoro nero da un lato e consentendo dall’altro migliori condizioni di vita ai lavoratori stagionali che annualmente raggiungono il nostro territorio;
>l’Istituzione dell’Organismo di coordinamento della Regione Basilicata in materia di immigrati e rifugiati istituito con DGR n. 182 del 2015 che sta svolgendo in modo efficace un ruolo di regia dei vari soggetti istituzionali che concorrono alle politiche sui migranti ed i rifugiati in Basilicata;
>in data 29 settembre 2015 di un accordo tra le Prefetture di Potenza e Matera, la RegioneBasilicata, ANCI e UPI per la realizzazione di un sistema di accoglienza diffusa, con il coinvolgimento di tutte le Amministrazioni comunali e degli operatori terzo settore specializzati nell’accoglienza. L’ accordo è servito come base per l’emanazione del nuovo bando della Prefettura che, contrariamente al passato, prevede un attivo coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità locali e fissa le seguenti dimensioni massime per l’accoglienza:
>comuni fino a 5.000 abitanti – accoglienza massima di 20 posti
>comuni fino a 15.000 abitanti – accoglienza massima di 30 posti
>comuni oltre 15.000 abitanti – accoglienza massima di 100 posti

Nel settembre 2015 l’attrice ed attivista per i diritti umani Sharon Stone ha visitato la Città della Pace e, nel corso della sua visita è riuscita a mobilitare due imprenditori di successo quali Pasquale Natuzzi e Nicola Benedetto che hanno deciso di finanziare integralmente con propri fondi la realizzazione dell’ “Abitazione per la Pace” una casa innovativa a basso costo, progettata dall’Arch. Mario Cucinella , che applica le più avanzate tecniche della bioediliza per ospitare tre famiglie di rifugiati e per divenire il possibile modello insediativo da utilizzare in aree di crisi per l’accoglienza dignitosa e sostenibile dal punto di vista ambientale.

In data 23 ottobre 2015 di un accordo tra le Prefetture di Potenza e Matera, la Regione Basilicata, ANCI e UPI con l’obiettivo di favorire percorsi educativi di accoglienza e di integrazione dei migranti ospitati sul territorio regionale per superare la condizione di “inattività”, anche attraverso attività di volontariato a favore delle collettività ospitanti.

In data 17 novembre 2016 è stato sottoscritto, l’accordo quadro attuativo del protocollo sperimentale nazionale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura “Cura,legalità, uscita dal ghetto” con i prefetti di Potenza e Matera, i rappresentanti della Direzione Territoriale del Lavoro e della Direzione generale dell’ASP di Potenza oltre ai segretari regionali delle sigle sindacali di categoria, ai responsabili delle associazioni datoriali del comparto agricolo e delle associazioni di volontariato e del terzo settore impegnate in materia di assistenza sanitaria ed umanitaria. Ancora nel maggio 2016 la FAO, attraverso l’Alleanza dei premi Nobel per la sicurezza alimentare la Pace, ha deciso di intervenire in Basilicata, grazie a Betty Williams, per realizzare un progetto innovativo di Social Business insieme al premio Nobel Muhammad Yunus ed alla Fondazione Città della Pace per rendere possibile la creazione di nuove imprese costituite sia da giovani lucani che da migranti.

Ed infine, ma non per ultimo, il magnate egiziano Nagiub Sawiris ha deciso di investire in Basilicata per realizzare il progetto “We are the People” che rappresenta un vero e proprio piano innovativo per garantire una reale integrazione per i migranti in un progetto che coniuga la solidarietà con lo sviluppo economico del territorio regionale sfruttando le risorse oggi sottoutilizzate presenti in regione.