UN NUOVO UMANESIMO DEL LAVORO CONTRO LA SUPREMAZIA DEL PROFITTO

In principio era il Lavoro. Dovrebbe iniziare così il necrologio della Carta Costituzionale e di tutta la tradizione italiana di “umanesimo del lavoro” determinata dalla Sentenza n. 25201 della Corte Costituzionale che ha stabilito legittimo il licenziamento motivato dalla brama di profitto dell’impresa. L’art. 1 della Carta Costituzionale che recita che l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro non è un parto solitario dei padri costituenti. Per anni il lavoro in Italia è stato escluso dalle dinamiche economiche per essere un fenomeno sociale. E poi l’art. 18 e il reintegro del lavoratore sul posto di lavoro erano l’ultimo e più avanzato avamposto di questa tutela della dignità del lavoro che imponeva, a fronte di un licenziamento illegittimo, la ricollocazione del lavoratore nelle sue funzioni. Ulteriori approfondimenti nell’edizione del quotidiano il “Roma” domani in edicola.